Linda Fregni Nagler, "Ophrys", 2015

Linda Fregni Nagler, “Ophrys”, disegno progettuale, 2015


Linda Fregni Nagler, Ophrys

Ophrys è una serra istoriata, nel perimetro superiore, con lastre fotografiche in vetro che riproducono immagini di specie botaniche estinte, tratte dal prezioso e poco noto Erbario Sordelli (1872-97), conservato nella collezione di erbari storici dell’Università degli Studi di Milano.
La serra è destinata a studi e ricerche sulle specie botaniche autoctone rare e in via di estinzione in paternariato con il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e con l’Orto Botanico di Città Studi. Scopo non secondario e conseguente delle attività che si svolgeranno all’interno della serra è quello del ripopolamento delle specie botaniche oggetto di studio.
Il progetto è legato all’idea che sta alla base del parco stesso, disegnato dello studio di architettura Gustafson Porter e che presenta una campionatura delle specie botaniche e arboree dalla Pianura Padana alle Prealpi.
Mentre l’inserimento di vetrate che riproducono le tavole dell’erbario si rifà all’antica consuetudine d’impiegare i negativi di vetro come materiale da costruzione. Per un lungo periodo infatti, la fotografia e le serre sono state accomunate dall’utilizzo del vetro. Prima dell’adozione della cellulosa il vetro veniva impiegato come supporto per i negativi fotografici ed esistono diverse testimonianze della conversione di lastre fotografiche in materiale per costruire serre.

 

Linda Fregni Nagler è nata nel 1976 a Stoccolma, vive e lavora a Milano. Tutta la ricerca dell’artista ruota attorno alla fotografia nei confronti della quale si pone come ricercatrice, studiosa e collezionista. Nelle sue opere Linda Fregni Nagler parte da immagini fotografiche trovate e anonime che raccoglie e rimette in scena, rifotografa oppure ripropone come fossero dei ready-made. S’interroga in questo modo sull’autorialità, la riproduzione, la manipolazione e sul mezzo fotografico stesso. Le storia della fotografia, le sue tecniche e il suo valore socio-antropologico fanno parte della ricerca dell’artista.

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